No all’avorio, per difendere gli elefanti

Avorio-al-macero_referenceIl Circo Massimo ha ospitato il 31 marzo  un evento inedito per la capitale italiana:  alla presenza di alcune centinaia di persone si è provveduto alla polverizzazione di oggetti in avorio di diverse forme e dimensioni per circa 50 quintali. Si è trattato di un momento simbolico e decisamente plateale pensato per sensibilizzare animalisti e non sul tema della scriteriata caccia di frodo agli elefanti africani, arrivata a dimensioni tali da mettere a serio rischio la sopravvivenza della specie.

L’evento è stato organizzato dal Ministero per l’Ambiente, rappresentato dal ministro Galletti e dall’ONG Elephant Action League, impegnata da anni sia in campagne a difesa degli elefanti, sia in concrete attività di investigazione e contrasto alle organizzazioni criminali che gestiscono il bracconaggio.

Dal palco del Circo Massimo sono stati comunicati i tristi dati di questa piaga: ogni anno 35.000 elefanti vengono uccisi per poi vendere le zanne d’avorio. Secondo le stime rimangono in Africa non più di 350.000: al ritmo di caccia attuale entro dieci anni potrebbe dunque estinguersi l’intera specie, che all’inizio dell’800 contava invece 25 milioni di esemplari.

L’Ivory Crush, letteralmente: distruzione dell’avorio, è un evento già sperimentato in diverse città del mondo. Il messaggio di fondo, e lo scopo ultimo, è azzerare il valore commerciale dell’avorio, il suo appeal su collezionisti e turisti in cerca di souvenir, per cancellare la motivazione primaria del traffico di questa materia prima.

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